Storia

IL CRAL, una tradizione storica - CRAL BUITONI sansepolcro

E' ben noto che l'attività imprenditoriale dei Buitoni riscosse sin dai suoi inizi attestati di stima, tanto da raggiungere una posizione consolidata che già nell'ultimo ventennio del secolo scorso ne fece una delle testimonianze più prestigiose dell'industria alimentare italiana.

Forse non è altrettanto noto che alle attività specifiche della produzione si accompagnò
quella di ordine sociale che abbracciò vari campi e si qualificò particolarmente nel settore dell'assistenza degli operai e in quella dello svago.

A tale proposito è doveroso ricordare che la fondatrice della grande azienda Giulia Boninsegni, organizzò, già nei primi anni di attività, una piccola mensa per gli operai, cui accudiva personalmente in un ambiente appositamente ricavato nella casa di via Fiorenzuola.

Il marito Gio Batta non era da meno, nel momento che era solito organizzare gare di rulle fra i suoi operai e fra i concittadini e i carrettieri: egli stesso faceva parte della squadra dell'azienda.

Potrebbero bastare questi due esempi per testimoniare la presenza di uno spiccato spirito di familiarità e di socialità dietro il quale i Buitoni non nascondevano certamente disegni utilitaristici, ma anzi era l'espressione di una maturità non comune, presupposto indiscusso di quella collaborazione che segnò l'autentica storia dell'azienda Buitoni.

Del resto tale tendenza alla omogeneità tra i vari ceti sociali risulta essere sempre stata, dall'ottocento sino ai nostri giorni, lo specchio di una società, quella del Borgo appunto, capace di attenuare sempre i contrasti e le diversità e di mettere assieme ricchi, letterati e, magari con la disposizione a fare una discussione politica senza acrimonia sotto l'orologio di piazza, o davanti al caffè, o durante il giro delle porte.

Dunque i caratteri primari dell'attività sociale della azienda Buitoni furono ispirati soprattutto da sentimenti di generosità e di umanità.


A conferma di tutto ciò sarà utile notare che già verso la fine dell'ottocento la Ditta Buitoni aveva assicurato tutti i suoi dipendenti contro l'infortunio sul lavoro, li aveva fatti aderire alla società di Mutuo Soccorso e aveva osservato scrupolosamente che fosse impedito lo sfruttamento di fanciulli in fabbrica e anzi pretese che si controllasse rigorosamente l'età dei giovai assunti.

Anche se non si può pensare ad una situazione idilliaca infatti non mancarono occasioni di contrasto e di rivendicazione nell'ambito dell'azienda, la Buitoni offrì senz'altro una buona immagine di sè in tutti i campi.

Per fare qualche citazione, basti ricordare che già a partire dagli anni venti del nostro secolo gli stabilimenti Buitoni - Perugina erano provvisti dei più importanti servizi assistenziali: pronto soccorso, asili nido per i figli delle dipendenti, infermeria, ambulatorio per i medici di fabbrica.

Non mancò nemmeno l'organizzazione di colonie marine e montane di cui poterono usufruire i figli dei dipendenti fino all'età di dieci anni.

Si ricorda anche, nell'ambito più specifico dei servizi ricreativi,che già nel 1924 la Buitoni aveva una squadra di ginnasti.

Tuttavia le realizzazioni più importanti sono quelle che si verificarono in tempi più vicini al nostro.

Vediamone alcune: gli spacci aziendali sono stati recentemente istituiti per offrire alle famiglie dei dipendenti la possibilità di acquistare ogni tipo di alimento con un notevole risparmio.

Gli utili di gestione degli spacci sono poi devoluti ogni anno a servizi assistenziali e ricreativi.

La costruzione di abitazioni per operai ed impiegati ha dato vita al "Villaggio Buitoni" costituito da una serie di nuclei abitativi moderni e confortevoli.

A tale proposito, l'azienda ha contribuito ha l'offerta del terreno, con concessioni di garanzie e di prestiti senza interessi.

 
La fondazione Giovanni Buitoni è stata costituita per l'assegnazione di borse di studio a chi si dedica a ricerche nel campo dell'alimentazione.

La biblioteca aziendale è stata istituita ed organizzata in ogni stabilimento con forniture oculate ed aggiornate di volumi di ogni genere.

 
Esso ha avuto una notevole tradizione caratterizzata da una attività assai intensa nel settore sportivo e ricreativo: ebbe a suo tempo squadre di calcio, di pallacanestro, di tennis, di bocce e una sezione di pescatori, di cacciatori e di motociclisti.

Fino alla cessazione della sua attività il Dopolavoro organizzo gite turistiche di notevole interesse con fini ricreativi e culturali.

 
Il 2/12/1973 il Dopolavoro interruppe la sua attività e ad esso subentrò il C.R.A.L. che, abbandonato l'E.N.A.L. aderì alle associazioni nazionali A.R.C.I., UISP, ENARS, ACLI, ENDAS.

L'azione del CRAL si è rivolta verso i settori ricreativi, ma sembra avere privilegiato quelli culturali e socio assistenziali: ne sono testimonianza l'attività intensa del gruppo cicloamatori, il gruppo podistico, la gestione degli impianti dello stadio, oltre che le gare di pesca e le gare di caccia pratica su quaglia.

 
Tuttavia l'aspetto più qualificante delle attività del CRAL è dato dai contributi annuali alla stagione teatrale (sempre impreziosita dalla presenza delle più importanti compagnie nazionali); dai contributi all'attività della biblioteca comunale, dalla organizzazione di mostre di arte figurativa (con sezione di pittura, scultura, fotografia, artigianato); dalle varie mostre di artigianato e hobbystica; dai contributi assistenziali di vario tipo, tra i quali assume un indiscusso rilievo quello del 24 Aprile 1984 fatto a favore del sottocomitato della Croce Rossa Italiana di Sansepolcro per l'acquisto di una nuova ambulanza da destinarsi al centro mobile di rianimazione.

Un discorso a parte merita la gestione dello spaccio aziendale inserendosi nella tradizione iniziata dal Dopolavoro, il CRAL intende in questo modo favorire il risparmio tra gli associati dipendenti della azienda Buitoni, ma offre anche un esempio di costume, in quanto diventa quasi un punto di riferimento del mercato cittadino per essere di fatto una sorta di calmiere.
 

Il CRAL e l'Azienda non possono assumere un significato definitivo se la loro attività non viene considerata come presenza qualificante nel costume della città di Sansepolcro.

Infatti non è possibile ignorare il contributo di definizione e di competenze che generazioni di cittadini, operai ed impiegati, hanno dato all'uno e all'altra.

Ad esempio, in anni difficili come quelli dell'ultima guerra e della ricostruzione, tutti i dipendenti, riuniti attorno alla figura stimolante del Comm. Marco Buitoni, hanno voluto la ricostruzione della fabbrica distrutta dai tedeschi in ritirata e hanno operato attivamente per riorganizzare tutte le attività, anche quelle ricreative.

In questa prospettiva hanno ritenuto di dare vita anche ad iniziative artistiche e teatrali: in tal modo hanno provocato e sollecitato la vita e il costume dell'intera città.

La testimonianza più recente di questa presenza è ora offerta dalla mostra che ha per tema " Una città e una azienda: la presenza della BUITONI nella vita di Sansepolcro".

La mostra si terrà nella Sala del Palazzo Pretorio dal 28 Novembre al 5 Dicembre 1985 e sarà distribuita in due settori: quello storico-fotografico e quello modellistico.

Nel primo saranno presentati vari documenti fotografici della città di Sansepolcro e dell'Azienda BUITONI; nel secondo si esporranno dieci modelli di macchinari costruiti in miniatura dagli operai del reparto manutenzione perché siano donati ad alcuni colleghi di reparto che hanno lasciato il lavoro per raggiunti limiti di età.


Ricerca a cura del Prof. Franco Polcri
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